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TALK OF FAME: Django! Il labrador.



Nato a Ferrara nel 2015, si è trasferito nella ridente Marghera al raggiungimento del dodicesimo chilo di peso e i tre mesi di vita. La sua prima abitazione era un monolocale condiviso con la mamma di adozione, in seguito si trasferì in un appartamento con mamma e nonna. Quest’ultimo, sempre a Marghera, era un luogo più grande provvisto di un giardino però era anche spesso affollato.



In principio è arrivata una nipotina, poi due, poi un cucciolo peloso. Django era felice in quell’abitazione e ha avuto modo di partecipare a innumerevoli feste di famiglia, grigliate estive e invernali, caccia alle lucertole e bagnetti nella piscina di gomma (usata due volte e bucata, incidente irreparabile con un'unghia) ma sapeva che non sarebbe stata la sua casa per la vita. La mamma di adozione gli aveva promesso che sarebbero tornati a vivere soli e che avrebbe avuto un albero tutto suo.

Così è stato.


Per la rubrica TALK OF FAME lascio la parola a Django.


Buongiorno caro Django, la vedo in forma, complimenti! Ha anche dei bei denti bianchissimi, posso chiederle come fa a essere così bello?


Bau, arf, buongiorno a tutti. Non è stato facile raggiungere i cinquanta chili di peso così velocemente ma sapevo mi avreste proposto un’intervista, prima o poi, così ci ho dato dentro più del solito. Per quel che riguarda i denti, oh bau, quando ero più piccolo mangiavo mezza mela al giorno, ora li mantengo con un buon bilanciamento di biscotti e biscotti, oppure altri biscotti. Io non so la differenza ma la mamma sì.


La peculiarità delle sue origini vorrebbe che lei facesse un mestiere acquatico, o comunque relativo al prestare soccorso o supporto, lei non fa niente di tutto questo, che lavoro fa?

Sniffo culi.


Ahem, vuole spiegarci?

Bau, certo…sono riuscito a unire professionalità al talento quindi di mestiere io sniffo sederi, poi mi ricordo di chi sono o riesco a capire dove si sono seduti. Sniffo quelli dei non pelosi e dei pelosi in egual misura. Non lo direbbe quante cose si capiscono a prima sniffata, una volta ho capito che la mamma aveva la febbre prima ancora che lo sapesse lei. Un’altra volta ho capito che la nonna era di pessimo umore prima ancora che mi sgridasse per niente. Insomma, io annuso e capisco i misteri del mondo.


Capisco…Parliamo un pochino del suo rapporto con la nonna. Si arrabbia spesso con lei?

No, mai, non ce la fa. Una volta sono stato sgridato e mi ha detto che ero brutto (si capisce guardandomi che mentiva), aveva appoggiato un panino appena sfornato sul tavolo della cucina, io lo ho afferrato coi denti che ancora era caldo, me lo sono portato in cuccia e lì l’ho mangiato. La nonna è arrivata che avevo già spazzolato tutto. Credo fosse agitata perché in effetti il pane era ancora piuttosto caldo.

Sicuramente era per quello…


Sor Django, senta…che mi dice della mortadella?

Bauuuuuuuuuuuuuu, voi giornalisti siete tutti uguali, chiedete sempre le stesse cose! Vi capita una notizia e ci campate per anni…baubene baubene, una volta ho rubato due o tre fettine di mortadella. Lo sapete che sono stato in punizione, i peggiori dieci minuti della mia vita, mi sono sentito il più solo al mondo dei solo come un cane. Adesso Bau, bausta parlarne.

Mi perdoni, non volevo essere inopportuna.

Mi dia un biscotto di cortesia!


Mi parli del suo rapporto con la mamma.

Bau, è imbarazzante, lei non è la mia vera mamma, io lo so, voi lo sapete…sembra che tutti lo sappiano a parte lei. A volte mi domando se ha preso una botta in testa da cucciola, mi dice cose come: – ma che bello che ti ho fatto!
Poi non è in grado di capire che se uno è grande è grande…l’altro giorno mi fa:- vieni qui cucciolotto della mamma!- Non si accorge che peso come lei e che cucciolotto lo può dire a Brench (n.d.r.: il cucciolo delle nipotine).
Insomma, è imbarazzante.


Capisco, lei comunque vuole bene a questa donna? Alla sua mamma di adozione.


Certo che le voglio bene e sono piuttosto geloso, diciamo pure che sono possessivo. Spesso le metto la zampa sui piedi per indicarle che lei è mia e basta. Se sento che è stata vicina ad altri cani le faccio il muso lungo. Mi distendo di schiena ai suoi piedi che così mi può grattare la pancia…sono concessioni solo per lei queste qua, mica per tutti.

Lei ha un padre?


Bau, ho una figura maschile che mi sta vicina. Più sveglio della mamma. Non mi dice le cose piripin e piripun, non usa vezzeggiativi. Pesa più di me così non mi sento di doverlo difendere. Diciamo che più che un padre è un compagno, il mio migliore amico. Uno pratico, ci si mette il guinzaglio e via all’avventura. Uno di quelli che mi lancia i biscotti per vedere se sono attento (con lui sono sempre pronto), poi guardiamo le partite di calcio in divano, il giorno più bello della mia vita è la partita in divano. Lui birretta e salatini, io osso al prosciutto e acqua, sono onnivoro ma astemio.


Sta scodinzolando, è felice!

Sì, è il giorno più felice della mia vita!

Cosa mi dice delle sue altre amicizie?

Giacomo, il mio migliore amico è Giacomo, peloso come me, alto come me, grosso come me…corriamo come matti…poi ci sono Ginevra e Artù, che risate, loro corrono veloci come i proiettili ma le risate…Poi direi che mi trovo bene con Rum, il mio dirimpettaio. Questa strada è tranquilla, tuttavia Rum e io ci suddividiamo i turni di guardia.

Ha una fidanzata?

No, ne ho tante. Mi fa impazzire una Corgi che ho sentito passare qualche giorno fa, Isotta…la chiamano Isotta, sentiste che roba, aspetta che mi viene da pisciare.


A questo proposito…nella sua nuova casa ha un albero tutto suo, è vero?


Sì, una magnolia. Ho anche una pianta di lavanda e il rosmarino ma non sono miei, sono di famiglia.


Ahem, Django? Dove va?

A pisciare, qui è già passato qualcuno ma adesso passo io, anche qui, anche qui, e qui.


E direi che con Django per oggi abbiamo concluso ma lo rivedremo presto!



Alla prossima TALK of FAME!







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